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Il Negozio


URBAN SHOP, E’ un negozio di abbigliamento street fashion che ha sede nel centro storico di Latiano (BR) il negozio realizzato su una vecchia officina che lascia traccia del suo vissuto grazie al riutilizzo di ruote, cerchioni, specchietti, fari, ecc… Veri protagonisti? L’abbigliamento, le scarpe e gli accessori griffati che emergono con le loro colorazioni. SCOUT , NIKE, ADIDAS ORIGINALS, VANS, DIADORA G.2, SUPERGA, SHOP ART, BERNA, BL11, PYREX, SOLID,  CRIMINAL BROTHERS, MINIMARKET DEL RICICLO, Bet pet,  STARTER, LOOK INSIDE, KLIXS JEANS,DISPLAJ JEANS,   CARLSBERG, BOY LONDON ITALIA, STK SUPER TOKYO, KITH,   e tantissimi altri marchi nascenti nel mondo del fashion street.

Le vetrine, come delle porzioni di scatole in ferro e vetro permettono un’esposizione insolita, sulla loro copertura trasparente, tanto da far perdere il senso della gravità, all’interno del negozio il tutto viene rifunzionalizzato e ottimizzato, anche la vecchia botola dell’officina divisa in due porzioni, fa spazio ad una vetrina a pavimento ed ad un albero d’ulivo. Le scale a pioli, utilizzati nella tradizione pugliese, vengono inclinate ad altezza variabile e modificabile diventando espositori per i capi. Le cassette utilizzate per contenere la frutta, sono a volte contenitori a volte piani d’appoggio, come le pedane. Materassi del 1900, puliti, svuotati, riempiti e arrotolati hanno dato vita a sedute, che grazie a cinte di cuoio, permettono varie aggregazioni. I piani sono superfici d’appoggio in legno a volte passanti nella muratura e a volte sovrapposti la uno all’altro in appoggio su pile di gomme, ruote o cerchioni. Il bancone della cassa viene chiuso sul fronte da una rete che sembra tra le più caratteristiche reti stirate In realtà non si tratta che di reti del 1900, riadattate anche come supporti per appendere capi e accessori.

I corpi lampada sono poi vecchi fari di macchine e camion, ruote di biciclette, case del Apple Mac, cestelli di lavatrice che diventano eleganti sospensioni posizionate ad altezze diverse per illuminare la volta o fasce della vecchia serranda in metallo che chiudeva le arcate dell’officina, forate e utilizzate per inserire i faretti chiaramente tutto rigorosamente bianco. Le cabine ricordano le casse da imballo. Due ruote di bicicletta montate su un tubolare ruotano e permettono o di appendere abiti o esporre in modo alternativo. Gli specchietti di camion e macchine fissati sulla muratura variano e confondono la visuale oltre a dare un contributo per controllare il colletto di una polo che stata appena provata diventano anche dei comodi supporti per appendere le borse. E’ stata davvero una sfida creativa e piacevole affrontare l’avventura URBAN SHOP. Sul filo di lana tra un risultato che poteva rendere solo un ammasso di ferri vecchi o ermetiche rifunzionalizzazioni di oggetti riciclabili, quello che invece a emerso la potenzialità che un oggetto riciclato nasconde. Il segreto? VEDERE OLTRE l’oggetto!!!